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Marcinelle, 8 agosto 2011

Marcinelle, 8 agosto 1956 – 8 agosto 2011: “la catastròfa”, un ricordo

Nell’Agosto scorso ho partecipato a un viaggio a Marcinelle organizzato dalla Provincia di Pesaro e Urbino nell’ambito del progetto “Minerve”. Un’occasione importante per riflettere sul valore del ricordo, e per riscoprire il lavoro di chi ha costruito l’Europa

Bois du Cazier, Marcinelle, 8 Agosto 2011. Ore 8.10. Duecentosessantadue rintocchi scandiscono i nomi delle vittime della tragedia che nel 1956 segnò indelebilmente la storia del lavoro e dell’emigrazione. L’aria è grigia, una pioggerellina fitta insiste sulle molte persone radunate nella vecchia struttura mineraria; solo più tardi il cielo si aprirà all’azzurro, per ora l’atmosfera ha ben poco di estivo. Bandiere, divise, ex minatori, vedove e orfani, autorità, pastori di ogni confessione si aggirano in silenzio, i più sono raccolti ai piedi della campana del lavoro “Mariae Mater Orphanorum”, uno dei tanti segni di fratellanza che l’Italia ha voluto inviare qui, dove quell’8 Agosto di cinquantacinque anni fa persero la vita 136 nostri connazionali.

Marcinelle, cartolina (raccolta privata, Pesaro)

Corone, targhe commemorative, stendardi si accompagnano a tute, elmetti e lampade da minatore: la memoria ha una sua liturgia, un apparato che paradossalmente non sembra di troppo in un luogo dove a ricordare basterebbe il colore dell’aria. La campana continua la sua litania, più tardi il coro dei minatori la riprenderà intonando davanti al monumento ai Caduti Les corons, ballata di Pierre Bachelet (1982), quasi un inno per la gente di miniera.

“Promemoria” è a Marcinelle grazie al progetto “Minerve”, finanziato con fondi europei, del quale la Provincia di Pesaro e Urbino è capofila. Tra i partner vi sono enti e istituzioni di Belgio, Lussemburgo, Polonia, Romania, impegnati a riscoprire la rete di migrazioni e migranti che nel dopoguerra ha contribuito a costruire l’Europa. In cinque giorni l’itinerario tocca alcuni tra i più importanti siti minerari del Belgio (oltre a Charleroi e Marcinelle ci saranno Mons, Beringen e Genk, a poca distanza dal confine con l’Olanda) senza dimenticare, sulle tracce dell’Europa unita, Bruxelles e Strasburgo. Sul pullman, oltre ad alcuni amministratori, vi sono studenti di diverse scuole superiori con i loro insegnanti, insieme con un fotografo e un operatore.

Dopo le storie dei minatori dei nostri paesi presentate sul numero 2 della rivista, ecco un breve racconto per immagini delle tappe salienti di questo ‘viaggio della memoria’. Ancora una volta, grazie anche da “Promemoria” all’assessore Massimo Seri, alla Provincia di Pesaro e Urbino e a tutti i compagni d’avventura per la bella – e utile – esperienza.

I ricordi di due compagni di viaggio

Mi ricordo di questo momento molto emozionante quando i minatori hanno iniziato a cantare questa canzone che piaceva tanto a mia madre …chiudevo gli occhi pensando ai Minatori morti per il lavoro e a lei morta di stanchezza, di avere allevato otto figli …avrei voluto cantare ma non ci riuscivo, avevo paura che al posto delle parole uscissero le lacrime… sono rimasto immobile come tutti. Penso che ognuno di noi ha pensato a loro e a qualcuno di caro sparito, penso che tutti abbiamo avuto “il desiderio” in questo momento di unire le nostre lacrime… in memoria dei lavoratori, gente semplice e umile!!

Frédéric Briaud, Marcinelle, 8 Agosto 2011

Mi ricordo il canto dei minatori che arriva come un pugno nello stomaco e sembra che il cuore per un attimo si fermi… poi la commozione che si trasforma in una grande sensazione di pace.

Nadia Mollaroli, Marcinelle, 8 Agosto 2011

Play Video

Dal mio archivio ho recuperato qualche frammento video: la qualità lascia a desiderare, certo, ma credo che da questi fotogrammi incerti traspaia l’emozione provata da noi tutti in quella mattina dell’8 agosto a Marcinelle.

Infine. “La catastrofa” (nell’espressione metà dialetto metà francese usata dagli stessi minatori) è il titolo di un bel libro di Paolo Di Stefano, dedicato alla tragedia di Marcinelle, edito da Sellerio nel 2011. Qui un video con l’autore.

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