Memoteca Pian del Bruscolo (2005-2014)

La Memoteca Pian del Bruscolo è un progetto di recupero e condivisione della memoria del territorio dell’omonima Unione di Comuni, composta fino al 2014 da Colbordolo, Monteciccardo, Montelabbate, Sant’Angelo in Lizzola e Tavullia (nel 2014 Colbordolo e Sant’Angelo in Lizzola si sono fusi, dando origine al comune di Vallefoglia).
Nata nel 2005, la Memoteca ha sospeso l’attività nel 2014: in dieci anni ha costruito un ecosistema narrativo articolato tra web, piattaforme social (dal 2008) e carta stampata al quale si ricorre ancora oggi per raccontare il territorio di Pian del Bruscolo. Tra gli output più rilevanti ci sono gli 11 volumi pubblicati, che comprendono 7 uscite della rivista “Promemoria” e una guida turistica con 6 itinerari intercomunali.
Il sito ‘vintage’, attivato nel 2006, è tuttora online: www.memotecapiandelbruscolo.pu.it. Sotto certi aspetti è obsoleto ma resta funzionale, e mi piace segnalarlo perché si tratta di uno dei primi archivi di microstorie delle Marche. 

Oltre mille le interviste condotte sul territorio di riferimento (e anche ‘fuori confine’: ci sono arrivati materiali persino  dal Cile) per realizzare l’imponente raccolta di storie e memorie sulla quale si basano tutte le pubblicazioni e le iniziative della Memoteca, che ha restituito gli esiti di questa ricerca anche attraverso mostre, incontri, conversazioni e progetti didattici, partecipando a eventi di rilievo nazionale come il Salone del Libro di Torino e il Festival dell’Autobiografia di Anghiari. 
Alla pagina Rassegna media puoi leggere tra gli altri qualche articolo dedicato alla Memoteca Pian del Bruscolo.

Sotto trovi i libri pubblicati nell’ambito del progetto, una galleria dedicata alla comunicazione attraverso la carta stampata e un album con le foto ricordo di alcuni appuntamenti sul territorio (non necessariamente i più significativi, probabilmente i meglio documentati: quando è nata la Memoteca i social non erano ancora tanto diffusi!). 

Le storie della Memoteca continuano a vivere attraverso Farememoria, una sezione del blog laDirce

Qualche parola in più

Per la prima volta i materiali prodotti dalla Memoteca sono qui pubblicati tutti insieme: gran parte di essi è disponibile anche sul sito ‘vintage’ che però, proprio perché ‘fotografa’ la Memoteca al momento della sospensione dell’attività, non propone una raccolta ragionata di ciò che è stato realizzato. 
Mi piace condividere qualche riflessione su un progetto, anzi, un’esperienza di storytelling collettivo che per più di dieci anni ha visto lavorare insieme cittadini, istituzioni, associazioni di ogni genere, impegnati nella costruzione di un archivio della memoria che è anche la traccia di una possibile biografia di comunità.

Uno degli aspetti più importanti del lavoro svolto è la capillare restituzione di storie e memorie su tutto il territorio dell’Unione Pian del Bruscolo, principale ente promotore della Memoteca. A partire dal percorso espositivo Scrigni della memoria, che nel 2007 ha fatto conoscere il progetto al pubblico, le storie sono ‘tornate’ nei luoghi dai quali hanno avuto origine, attraverso mostre, incontri, conversazioni e, soprattutto, libri e riviste. Secondo un format mai disatteso, che ha dimostrato la sua efficacia (un buon indicatore è il numero dei partecipanti ai vari appuntamenti), ogni pubblicazione è stata presentata a Pesaro e in uno o più comuni dell’Unione di Pian del Bruscolo, toccando circoli, palazzi municipali, sale private e pubbliche di ogni genere fino alla Prefettura di Pesaro, con il numero 3 di “Promemoria” dedicato ai 150 anni dell’Unità d’Italia. 

Questo riunirsi intorno al tema della memoria (della propria storia), lasciando indietro gli immancabili attriti (politici, famigliari: siamo pur sempre in Italia, il paese dei campanili) mi stupisce ancora oggi, a cinque anni dalla conclusione del progetto. Non che sia stato facile tenere tutto insieme, ma l’affetto che molti anche tra i più giovani continuano a dimostrare verso questa bella avventura testimonia valori forti e, speriamo, saldi nel tempo.

Radunare questi materiali in un’unica ‘casa’ è anche un modo per ringraziare tutte le persone che credono nel mio metodo e sostengono i miei progetti, a partire da alcuni tra gli amministratori con i quali mi sono trovata a lavorare. Va infatti riconosciuta la lungimiranza di tre o quattro sindaci che hanno deciso di investire in un percorso di lungo periodo, lasciando alla Memoteca il tempo di crescere e radicarsi sul territorio. 
Così come mi piace sottolineare la partecipazione di molte istituzioni culturali: biblioteche e archivi forse un po’ disorientati dall’idea di mescolare fonti diverse in un racconto capace di parlare a tutti, che però hanno accettato di collaborare alla Memoteca. Tra i tanti sono da segnalare l’Archivio storico diocesano di Pesaro e l’Archivio di Stato di Pesaro e Urbino, i cui direttori hanno anche collaborato a “Promemoria”.  
Ci sono poi associazioni come le Pro-Loco, le sezioni locali dell’AVIS, circoli, SOMS, parrocchie; le scuole e, ancora, le aziende, gli artigiani, i produttori del settore agroalimentare: ciascuno ha aggiunto il proprio frammento al mosaico della Memoteca.

Lascio per ultime, come si conviene ai protagonisti, le persone che mi hanno affidato la loro storia in forma di parole e immagini, e poi di ricette, colori, emozioni. Storie sempre accompagnate, lo scrivo ancora una volta, da una tazza di tè o caffè, ciambellone, biscotti (i Lazzaroni nelle scatole di latta); in qualche caso da un bicchiere di vino, al tavolo di qualche Circolo o osteria: oltre mille incontri che rappresentano il cuore della Memoteca e degli altri miei progetti sulla restituzione della memoria delle comunità locali. I nomi di queste persone, di tutte (sono quasi certa di non aver mai scordato nessuno e dove può essere successo ho cercato di rimediare) sono disseminati tra le pagine di libri e opuscoli e sui pannelli delle mostre: anche questo è un modo di fare memoria e dimostrare gratitudine.

Grazie a tutti!

Come afferrare ciò che non è mostrato, ciò che non è stato fotografato, archiviato, restaurato, messo in scena? Come ritrovare quel che era piatto, banale, quotidiano, quel che era normale, quel che accadeva tutti i giorni?

Georges Perec, Ellis Island
Memoteca Pian del Bruscolo logo (progetto C. Ortolani)
Il logo della memoteca Pian del Bruscolo (© C. Ortolani)

Memoteca Pian del Bruscolo: Output e risultati