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Mnemosine - la newsletter di Cristina Ortolani

Un anno di Mnemosine. Ritrovarsi tra i ricordi

Mnemosine compie un anno: un post per dirti grazie :)
Ritrovarsi intorno ai ricordi

Cibo per l’anima, preziosa, inaspettata, amabile, con un cuore pulsante, eccezionale, geniale, addirittura fondamentale (ok, questa forse era mia sorella): sono solo alcune delle definizioni che Mnemosine ha ispirato a chi, da circa un anno, la riceve il primo lunedì di ogni mese.

Mnemosine – la scatola dei ricordi è la mia newsletter, è nata nel settembre 2019 e nel penultimo numero ho chiesto a iscritte e iscritti (le prime sono più numerose, sebbene di poco) di rispondere a un mini-questionario: tre domande per capire in quale direzione orientarne il restyling. Dopo un anno – e che anno – sentivo la necessità di rimettere a punto i contenuti di un progetto creato per condividere frammenti di tempo come quelli raccolti, appunto, in una scatola dei ricordi. Per dirla esattamente com’è, mi chiedevo se continuare ad alimentare, nel mio piccolissimo, s’intende, quello che lo storico francese Pierre Nora definisce «l’avvento della memoria».

Il questionario, anonimo, ha ricevuto risposte da più della metà dei lettori (a volte uso il “maschile inclusivo” per non appesantire il testo, nessuna si risenta). Tutti hanno dichiarato di prediligere le sezioni di “storie e memorie”: le cronache di paese della Dirce e i racconti ispirati dalla mia Collezione privata, carte e oggetti dal valore più che altro affettivo che conservo in casa e nel mio studio, e che racconto soprattutto per affermare l’idea di una memoria non necessariamente nostalgica, nella convinzione che esercitare l’attenzione riservi sempre delle sorprese, anche solo a soffermarsi su una vecchia foto sbiadita.

Ecco, pensavo ne avessimo abbastanza dello storytelling, o di quello che da anni il marketing delle stories ci propina come tale. E invece no: l’istinto di narrare deve essere davvero connaturato all’essere umano. Intorno alle storie ci siamo ritrovati durante il lockdown (ricordate chi tornava al Decameron?) e Mnemosine per tre mesi si è rivelata una stanza virtuale, un luogo dove condividere, forse con più intimità rispetto ai social, notizie e preoccupazioni. Chi legge Mnemosine spesso risponde, magari due righe solo per scambiare un saluto: tra marzo e maggio il dialogo è stato costante, e frequente anche con persone con cui ci si conosce solo di vista. Non so se ne siamo usciti migliori, ma – sempre dal mio minuscolo osservatorio – ho imparato che esistono ancora spazi di civiltà e creanza. Grazie, grazie, grazie.

ph. D. Garifullina - Unsplash
Ph. Dilyara Garifullina - Unsplash

La ‘nuova’ Mnemosine dovrebbe esser pronta entro Natale: sto lavorando all’idea di uno spazio un po’ più ampio della sola newsletter e mi occorre tempo.

Questo post è per dire grazie a chi mi segue, dunque anche a te che hai avuto la pazienza di arrivare fin qui 😊

Se non ricevi ancora la newsletter puoi iscriverti da questa pagina; qui trovi l’archivio con tutte le uscite. Infine, se vuoi scrivermi sappi che leggo tutte le mail che mi arrivano e rispondo appena possibile, di solito nel giro di 48 ore.

A presto,
Cristina

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