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Promemoria n. 4 - Sfoglia online la rivista

Promemoria n. 4 – 2013 | Il piacere dell’archivio

Raccontare la costruzione della memoria: con questo obiettivo abbiamo chiesto agli archivi che collaborano a "Promemoria" di presentarsi

Il piacere dell’archivio

“Promemoria” n. 4 – Introduzione

L’Italia capitale universale della bellezza e del piacere è l’unico Paese che può scampare al destino periferico che attende, dopo duemila anni di protagonismo, la stanca Europa. Ma per farlo dovrebbe finalmente accettare di essere la memoria di se stessa. Serve una riconversione psicologica, premessa di quella industriale. Serve un sogno antico e grande, mentre qui si continua a parlare soltanto di spread.

Massimo Gramellini, “La Stampa”, 17 gennaio 2013

Raccontare la memoria nel suo sedimentarsi, nel suo farsi si direbbe con espressione un po’ logora; meglio, raccontare la costruzione della memoria: obiettivo alto e forse ambizioso, al quale “Promemoria” tende sin dalla fase progettuale. Una riflessione condotta come un lavoro sempre in corso, nella convinzione che il passato e le sue multiformi letture offrano tracce utili all’agire quotidiano.
Con questo intento per il numero 4 di “Promemoria” abbiamo chiesto ai ‘nostri’ archivi di presentarsi al lettore, tenendo in conto speciale chi in archivio entra raramente, talora con timore reverenziale o con le idee poco chiare. Assai distanti dall’immagine polverosa e solenne dello stereotipo, gli archivi di “Promemoria” si sono dimostrati stanze ospitali, aperte certo ai frequentatori abituali, storici titolati o dilettanti, ma anche alla curiosità del ricercatore occasionale – pur nelle regole che necessariamente disciplinano l’accesso a materiali a volte più unici che rari. Attitudine all’accoglienza già largamente attestata dalla presenza degli stessi archivi su queste pagine, dal numero zero firmate anche dai direttori e responsabili di alcune tra le principali istituzioni culturali della provincia di Pesaro e Urbino.

Alle ragioni (e al piacere) dell’archivio-istituzione pubblica “Promemoria” aggiunge il filo rosso delle collezioni private, aggregazioni di cimeli amorevolmente radunati intorno a uno, cento, mille temi o casualmente (casualmente?) accumulati dai casi di singoli o di intere famiglie. Rappresentano qui il punto di vista dei testimoni, delle persone e delle loro vite, in quell’intento di restituzione che è primaria esigenza del progetto Memoteca. Si colloca a questo punto la scelta di affidare la scansione delle pagine ad alcuni fotogrammi del film Ogni cosa è illuminata, tratto dal romanzo omonimo di Jonathan Safran Foer, che al lavoro della Memoteca ha fornito dal 2005 più d’una suggestione, a partire da certi luoghi dell’iconografia del collezionista (le scatole o i database, la continua ricerca dell’ “ordine migliore”, la riluttanza degli oggetti a lasciarsi catalogare, e tanti altri).
Una tessitura che farà forse storcere il naso a qualche purista, ma appassionante per tutti noi che vi abbiamo lavorato e che, auspichiamo, potrà in qualche sua parte interessare il lettore, magari avanzare anche parziali risposte alle sue curiosità. Di certo una tessitura capace di una vitalità insopprimibile, decisamente contrapposta al coma nel quale verserebbe la girlfriend del film-documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras che tanto ha fatto parlare di sé negli ultimi tempi. Ma qui il discorso si farebbe troppo ampio: diciamo solo che da tempo “Promemoria” e i suoi collaboratori provano a sviluppare anche con altre, simili esperienze l’idea, oggi forse finalmente mainstream, che il patrimonio culturale possa rappresentare davvero per il nostro paese il “petrolio” dal quale ricominciare.

Grazie ancora una volta a quanti sostengono “Promemoria”: agli autori, stavolta particolarmente numerosi; agli enti promotori, a Banca dell’Adriatico e, infine, ai lettori, per l’entusiasmo con cui accolgono ogni nuovo numero della rivista.

Cristina Ortolani

Promemoria n. 4 - copertina
"Promemoria" n. 4 - la copertina (Assunta Dori, Natura morta, dettaglio - collezione E. Giuliani, Pesaro; progetto grafico C. Ortolani)

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