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Ricordati di te. Un viaggio nella memoria per (ri)scoprire chi sei

Ricordare per ritrovarsi. Viaggio sulle tracce della tua memoria

Un workshop per giocare con i ricordi, per ritrovarci nell'incanto di un colore, un sapore, una fotografia.

Stiamo vivendo l’avvento mondiale della memoria. Da venti, venticinque anni e più, tutti i paesi, tutti i gruppi – sociali, etnici, famigliari – hanno conosciuto un profondo cambiamento nel rapporto tradizionale che intrattenevano con il passato. (…) È come un’ondata memoriale che si abbatte sul mondo e che annoda la fedeltà al passato – reale o immaginario – al sentimento di appartenenza, la coscienza collettiva alla coscienza individuale, la memoria all’identità. 
Pierre Nora, L’avvento della memoria, 2013

Devo ammettere che mi sento un po’ responsabile dell’avanzata di questa ondata memoriale: più o meno dal 2000 circa scovo, disseppellisco e racconto quelle che un tempo chiamavamo microstorie, aggregate in quadri più ampi o presentate come frammenti. Ho intervistato più di 1.000 persone, scritto circa 1 TB tra articoli, libri, post corredati da qualche decina di migliaia di foto, con l’aggravante di essermi occupata prevalentemente di piccole storie quotidiane, a margine di quella Memoria con la maiuscola che ci ossessiona, pare, senza costrutto. Senza costrutto o almeno con scarsi risultati perché da tempo si discute sull’utilità e sulle modalità delle commemorazioni che – per esempio nel caso della Shoah e i reviviscenti episodi di antisemitismo – hanno perso di efficacia.

Amarcord

Ok, la prendo un po’ alla larga. Ma sono convinta che se invece di cliccare per riflesso sul meme del gettone telefonico che Facebook propina ai forty/fiftysomething ci soffermassimo a individuare ciò che il gettone (il distributore di chewing gum, il tubo verde delle Formitrol, le palline clic-clac) rappresenta per noi, cosa tocca nel nostro cuore e perché ci spinge a riversare dati – e soldi – all’autore del meme, alla lunga anche le politiche della memoria ne trarrebbero giovamento. Pensa a tutte quelle volte che hai condiviso (messo un like su) la foto di una signora col volto segnato dalle rughe, seduta a fare la calza davanti a una casa contadina: ci ritrovavi tua nonna, ovvero la tua infanzia felice (felice?), un rifugio in bianco e nero. Ma – l’ho scritto anche nell’ultimo numero di Mnemosine – probabilmente quella signora ha visto la guerra, e non trovava nulla di pittoresco nel pane di ghiande con cui era costretta a nutrirsi: se ci si facesse caso, mi dico, il clic avrebbe forse un sapore diverso?

Ritrovarsi nella memoria

Sull’onda di queste riflessioni ho pensato di costruire un workshop per ragionare sul valore che la memoria ha per ciascuno di noi. Un sabato insieme – la prima data utile è il 7 marzo – per giocare con i ricordi, alla ricerca del tempo perduto; un piccolo retreat per goderci qualche ora al riparo da cellulari e notifiche e ritrovarci nell’incanto di un colore, un sapore, una fotografia.
Cominceremo alle 9.30 con un caffè di benvenuto e proseguiremo fino alle 17.30 circa attraverso 7 moduli, scanditi da pause golose; lavoreremo con carta, colori, forbici e colla (sì, anche glitter) per creare un ‘memory-kit’ al quale ricorrere quando siamo in cerca di ispirazione. Minimo 5 persone, massimo 10, per mantenere la concentrazione e facilitare la condivisione del percorso.

Effetti collaterali: aprire senza sensi di colpa (ah, Marie Kondo!) quel cassetto ricolmo di minuscoli, inestimabili tesori che gli stolti si ostinano a chiamare cianfrusaglie, sorridere ineffabili di fronte alla polvere che si leva dalla collezione di boules à neige, allenare il nostro sguardo a decifrare le storie custodite negli album di famiglia.

Con l’iscrizione a Mnemosine, la mia newsletter, hai uno sconto di 20 euro su ogni corso/workshop di Farememoria (più un regalo di benvenuto e tanto altro!)

Come al solito gli iscritti a Mnemosine hanno uno sconto speciale: 40 euro invece di 60, compresi spuntini, materiale per il laboratorio e goodie bag. Da casa dovrai portare solo un paio di forbici da carta, una tua fotografia (un tuo ritratto, quello che preferisci, anche da bambina/o) e una foto della tua famiglia di origine (genitori, nonni, bisnonni…): l’importante è che siano vere stampe fotografiche, quelle che di solito conserviamo nell’album, per intenderci.
Puoi iscriverti entro sabato 7 marzo dal form online o anche semplicemente scrivendomi una mail.
Ti aspetto per una full immersion di ricordi – e, se ancora non l’hai visto, per presentarti il mio studio rinnovato 🙂

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