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Tipi da spiaggia - Il libro

Tipi da spiaggia. Bagni, bagnini e bagnanti nella Pesaro del ‘900

Immagini, storie e ricordi della Pesaro balneare tra fine '800 e anni Settanta del '900: leggi il libro online
Tipi da spiaggia - Bagni, bagnini e bagnanti nella Pesaro del '900
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TIPI DA SPIAGGIA IN CERCA D’AUTORE

L’introduzione al volume (2015)

È particolarmente interessante, ora che si è finalmente riconosciuto il ruolo chiave di turismo e cultura nell’economia italiana, ripercorrere la nascita e lo sviluppo della vocazione turistica pesarese. Seppure nella rapida  successione consentita dallo spazio disponibile le immagini, i documenti e le testimonianze proposti di seguito delineano un quadro che presenta alcuni elementi di stretta attualità, sui quali vale la pena soffermarsi in cerca di moniti e spunti

Riflettere su “bagni, bagnini e bagnanti” di Pesaro significa anche levare lo sguardo dagli usi e costumi del litorale verso l’idea della città-giardino e verso gli hotel cresciuti negli anni del boom; sovrapporre al Kursaal – ai Kursaal – la Sfera Grande di Arnaldo Pomodoro (la Tomato’s ball di una cartolina da collezionisti), cercando lungo l’asse con Piazza del Popolo i segni di un dialogo tuttora connotato – si direbbe – dall’ombra della cerchia muraria e della barriera Rossini; significa, infine, anche tener conto del rapporto denso di interrogativi con la Riviera romagnola, per rileggere le scelte di un’intera comunità, valorizzandone l’identità nel trascorrere del tempo.

Questo volume racchiude parte del lavoro di ricerca avviato nel 2012 nel contesto del progetto Pesaromemolab – Farememoria, segnando la terza tappa di un percorso scandito dalla conversazione Tipi da spiaggia. Bagni, bagnini e bagnanti nella Pesaro del ‘900, svoltasi nel parco di Villa Molaroni nel giugno 2012, cui seguì l’omonima esposizione inaugurata nel corso della festa annuale dell’Associazione Bagnini Il mare d’inverno (Pesaro, Palazzo Gradari, gennaio 2013). I materiali della mostra, provenienti perlopiù da archivi privati, intrecciano qui le loro storie con documenti prodotti dalla pubblica amministrazione o da enti preposti alla promozione turistica: un patrimonio che è ancora in larga parte da studiare, e relativamente poco noto al di là dei frequenti amarcord. A questo proposito è da segnalare la presenza, in chiusura, di una breve sezione dedicata all’organizzazione del sistema turistico pesarese negli anni del dopoguerra: poco più di una serie di appunti, con il valore di una prima, abbozzata cornice alla vita in spiaggia vera e propria.

Almeno due anniversari emergono nel racconto che segue. Cento anni ci separano dalle cannonate che anche a Pesaro segnano l’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale (24 maggio 1915), e quaranta anni ricorrono dalla morte di Achille Wildi, Chilén, pittore e ceramista scomparso nel marzo del 1975, al quale si deve uno dei più significativi racconti per immagini della Pesaro di fine ‘800-primi ‘900. Proprio la riproduzione di due tele di Wildi apre la panoramica sulla spiaggia e sui suoi frequentatori, a partire dal villino del sor Oreste – l’industriale Oreste Ruggeri -, quasi l’inventore della stagione balneare pesarese.

Ringrazio chi ha sostenuto e promosso questo volume: la Banca di Credito Cooperativo di Gradara e l’Associazione Bagnini di Pesaro, in particolare la presidente Sabina Cardinali; grazie infine a chi ha prestato ai Tipi da spiaggia immagini e ricordi, regalando loro vitalità e inedite sfumature. Buona lettura e, con un po’ di fortuna, arrivederci alla prossima puntata.

Cristina Ortolani

 

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