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Francesco Hayez - Ritratto di Gioachino Rossini

Un anno con Gioachino | Piccole note rossiniane, 6 – 1869

Nell’agosto 1869 Pesaro si anima di nuovo nel nome di Gioachino Rossini. Stavolta le celebrazioni sono però accompagnate da una nota triste, perché il maestro è scomparso da pochi mesi: si è infatti spento nella sua villa di Passy - Parigi il 13 novembre 1868. Dalle cronache dell’epoca, i momenti salienti delle «Pompe funebri fatte in Pesaro in onore di Gioacchino Rossini»

Nota per la lettura: il corsivo segnala titoli e citazioni.

Pesaro, 21 agosto 1869. Come cinque anni prima la città ricorda Gioachino Rossini nel suo dì onomastico. Stavolta però un tono triste scandisce la giornata: il maestro è scomparso nel novembre precedente e per onorarlo il Comitato appositamente costituito ha deciso di puntare soprattutto sulla musica, come si conviene a un compositore acclamatissimo e a un’occasione solenne ma mesta. La direzione artistica delle celebrazioni è affidata ad Angelo Mariani, direttore dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, che di Rossini fu allievo.

Le pompe funebri si aprono con l’esecuzione del Requiem in do minore di Cherubini nella chiesa di San Francesco, dal 1865 assurta temporaneamente al rango di cattedrale per via dei lavori di restauro del Duomo. Due tribune innalzate nelle navate laterali aumentano la capienza dell’edificio in vista della grande affluenza di pubblico; a officiare la Messa c’è il vescovo monsignor Clemente Fares, salutato all’ingresso da una fantasia di motivi rossiniani suonata dalla Banda della Guardia Nazionale di Bologna, all’epoca considerata la prima d’Italia.
Una curiosità: all’indomani della morte di Rossini Giuseppe Verdi propose all’impresario Giulio Ricordi di onorarne la memoria invitando i maestri italiani a comporre una Messa da eseguirsi a Bologna, in San Petronio. Per diversi motivi, tra i quali secondo alcuni anche un certo disinteresse del Mariani, assorbito dagli impegni pesaresi, il progetto non andò in porto.

Le onoranze proseguono il 22 e 23 agosto con la recita dello Stabat mater di Rossini nel teatro a lui dedicato alla presenza, tra gli altri, del Ministro dell’interno e della marina e del Segretario generale della pubblica istruzione. Il maestro Mariani dirige una compagnia di prim’ordine, dove spicca la soprano boema Teresa Stolz, già nota per le vigorose interpretazioni verdiane. Non senza un pizzico di orgoglio per il senso civico e la buona creanza mostrata dai concittadini, l’autore della Relazione delle pompe funebri fatte in Pesaro in onore di Gioacchino Rossini – dalla quale attingiamo le notizie – sottolinea che sebbene il nostro Teatro non avesse dovuto in quella occasione aprirsi che a pochi invitati, fu pur forza cedere alle ardentissime brame di una gran folla di cittadini… vogliosissimi tutti di udire un tanto miracolo di musicale bellezza. E la moltitudine che s’affollava alle porte del teatro entrò per quelle giubilando, ma soddisfatta nel suo desiderio seppe tenersi così tranquilla e modesta silenziosamente ascoltando le divine note dello Stabat.
Più terrene ma ugualmente apprezzate le note della Banda di Bologna, che dal 21 al 23 agosto giocondò il popolo suonando in piazza or gagliarde e or leggiadre armonie. Dopo il riposo del 24 agosto il calendario ufficiale della commemorazione si chiude il 25 con una serata di musiche del Divino Maestro cui seguiranno ‘fuori programma’ numerose recite della Semiramide e dell’Otello.

Se poniamo a confronto le feste dell’Agosto 1864 con le pompe del 1869 vedremo tra loro alcuna diversità imperocché quelle furono promosse da chi non era pesarese. Furono adunque le feste 1864 piuttosto significatrici della reverenza dell’Italia anzi Europa al Rossini… i riti e le musiche del passato Agosto son cose tutte di Pesaro. Oggi i musicologi smentiscono in parte la Relazione del 1869, indicando le celebrazioni pesaresi come le più vistose e importanti organizzate nel periodo immediatamente successivo alla morte del compositore. Oltre cento anni dopo, dal 1980, le note di Rossini torneranno a caratterizzare l’agosto pesarese attirando in città pubblico da ogni parte del mondo: ma questa è un’altra storia, e ne parleremo nelle prossime puntate.

Francesco Hayez - Ritratto di Gioachino Rossini
Francesco Hayez - Ritratto di Gioachino Rossini, 1870 (Milano, Pinacoteca di Brera) - da Commons.wikimedia.org

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