Parigi, 1868. I funerali di Gioachino Rossini

Un anno con Gioachino | Piccole note rossiniane, 7 – 1868

Il 13 novembre 1868 Gioachino Rossini morì nella sua villa di Passy, a Parigi. Le esequie solenni si svolsero il 21 novembre presso la chiesa de La Trinité davanti a migliaia di persone

Nota per la lettura: il corsivo segnala titoli e citazioni.

Parigi, venerdì 13 novembre 1868. Nella sua villa di Passy, assistito dalla moglie Olympe Pélissier si spegne Gioachino Rossini. Gravemente malato, pochi giorni prima era stato operato dal celebre chirurgo Auguste Nélaton per un tumore al retto. Al capezzale è presente anche un giornalista, che lascerà dettagliata e impietosa testimonianza delle atroci sofferenze delle ultime ore del compositore.
Il funerale, che Rossini avrebbe voluto modesto, si svolse con grande sfarzo il 21 novembre presso la chiesa parigina de La Trinité: oltre tremila persone assistettero alle esequie e tutti i più grandi artisti presenti in città offrirono il loro omaggio, dal soprano Adelina Patti al compositore Giuseppe Nicolini all’organista Alexis Chauvet fino al coro degli allievi del Conservatorio. Rossini venne sepolto al cimitero monumentale del Père-Lachaise; nel 1887, a nove anni dalla morte della moglie, la salma fu riportata in Italia e tumulata in Santa Croce a Firenze.

Già da tempo i pesaresi erano al corrente delle precarie condizioni di salute di Rossini, sulle quali l’Amministrazione riceveva costanti aggiornamenti dal Ministero dell’Istruzione. Quando la durissima e acerbissima notizia della morte del maestro si diffonde in città il Magistrato Municipale precorrendo… al desiderio di tutta la cittadinanza deliberò d’inviare a Parigi alcuni suoi deputati perché in nome del Municipio e del popolo si condolessero di tanta perdita con la egregia vedova del gran Musicista. Tra fatti e figure quei concitati momenti rivivono nella Relazione delle pompe funebri fatte in Pesaro in onore di Gioacchino Rossini (Pesaro, 1869), alla quale ancora una volta attingiamo per questa penultima tappa del nostro viaggio intorno alle celebrazioni rossiniane tra il 1868 e il 2018.

A rappresentare a Parigi la città natale di Rossini furono Sansone d’Ancona, deputato parlamentare per il collegio di Pesaro, Giuseppe Vaccai, figlio del musicista Nicola e Andrea Marzetti, colonnello, ispettore della Guardia nazionale per la provincia di Pesaro e Urbino. Un altro pesarese illustre, Terenzio Mamiani, senatore del Regno d’Italia, pronunciò l’orazione funebre in nome della deputazione italiana. La signora Contessa Pélissier Rossini raccolse gli inviati pesaresi con quella cortesia che è tutta propria e peculiare di lei e che quasi in lei connaturata serbò ella in modo mirabile eziandio fra le angosce e gli affanni in che si trovava per la recente sventura.

Durante il funerale, il 21 novembre, Pesaro si vestì a lutto velando a bruno le bandiere municipali e nazionali… spiegate nel palazzo municipale ed in tutti gli edifizi ed istituti che dal municipio dipendono; esortati dal sindaco Gallucci a partecipare alle esequie col pensiero e coll’animo, i pesaresi vollero per sopra più che nella sera splendesse una illuminazione a lampioncini listati in nero e di nera croce fregiati che fu detta funebre.

Alla morte di Rossini la stampa diede eccezionale risalto, segnalando da subito anche il suo generoso lascito alla città d’origine, confermato ai pesaresi dai tre inviati che s’erano da Parigi ricondotti in Italia recando seco anche la notizia dell’avere il Rossini nelle sue tavole testamentarie grandemente e da suo pari beneficata la nostra città. Grazie a Gioachino Rossini nascerà a Pesaro uno dei più prestigiosi licei musicali italiani, diretto negli anni da compositori quali Riccardo Zandonai e Pietro Mascagni: alle ultime volontà del maestro, e al suo generoso lascito sarà dedicata l’ultima puntata di queste “piccole note rossiniane”.

Parigi, 1868. I funerali di Gioachino Rossini
Parigi, 1868. Il funerale di Gioachino Rossini in un’incisione dall’ “Illustrated London news”

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